Tenuta San Guido Sassicaia 2023
280,00 €
Esaurito
IL PRODUTTORE
I Marchesi Incisa della Rocchetta sono fra i protagonisti della storia d’Italia, dall’alto Medioevo fino all’affacciarsi dell’età barocca e oltre. Mario Incisa della Rocchetta nasce a Roma nel 1899 da famiglia piemontese, studia agraria a Pisa e coltiva fin da subito una forte inclinazione per l’agronomia, con il sogno, già negli anni Venti, di trovare la perfezione nell’agricoltura e nel rispetto della Terra. Si trasferisce in Maremma negli anni ‘40 dopo aver sposato Clarice della Gherardesca nel 1930, discendente di una delle famiglie più antiche della Toscana, quella del conte Ugolino cantato da Dante nella Divina Commedia. Il Marchese intuisce subito che si tratta di uno dei più straordinari biotipi dell’Europa mediterranea e inizia a sperimentare alcuni vitigni francesi, concludendo che il cabernet, di fatto così lontano dalla tradizione toscana e piemontese, rispettivamente del sangiovese e del nebbiolo, “ha il bouquet che stavo cercando”.
È così che, grazie alle prime marze avute dai Duchi Salviati di Migliarino (nei pressi di Pisa), impianta nei terreni che dalla rocca di Castiglioncello degradano in dolci colline fino al mare il primo vigneto di cabernet sauvignon, siamo nei primi anni 40. Sappiamo, in realtà, che accanto ai cabernet (sauvignon e franc), i vitigni impiegati nel primo impianto erano vari e spaziavano dal canaiolo al ciliegiolo a varietà a bacca bianca. La selezione massale, orientata al solo utilizzo del cabernet sauvignon, arriva in epoca più recente tra il 1960 e il 1968.
DESCRIZIONE
L’annata 2022 è stata calda ma il microclima favorevole di Bolgheri ha permesso di mantenere un buon equilibrio tra acidità e freschezza.
L’autunno ha registrato temperature inizialmente sotto la media, con abbondanti piogge e un abbassamento termico a fine novembre che ha favorito il fermo vegetativo delle piante e l’eliminazione naturale dei parassiti. Le piogge hanno continuato anche in inverno, garantendo una buona riserva idrica. La primavera è iniziata con temperature sopra la media, interrotta da un breve e repentino calo della temperatura che ha determinato una selezione gemmaria in vigneti precoci. Questo ha ridotto il carico delle piante e consentito una corretta pigmentazione e maturazione delle uve. L’estate è stata caratterizzata dal caldo intenso, ma grazie al microclima di Bolgheri e all’ubicazione in collina dei vigneti non si sono registrati segni di sofferenza nei vigneti. Un’importante pioggia a metà agosto ha determinato un abbassamento termico e di conseguenza favorito la corretta maturazione delle uve.Il risultato di questo clima è un perfetto equilibrio tra maturità tecnica e maturità fenolica, con uve sane e un’ottima lignificazione del vinacciolo ed anche del raspo.
La raccolta delle uve, effettuata a mano, è iniziata nei primi giorni di settembre con le uve dei vigneti più giovani e proseguita poi con i Cabernet Sauvignon dei vigneti posti a quote altitudinali più basse, fino a terminare con quelli di collina a oltre 300 metri sul livello del mare (Vigna di Castiglioncello). Le operazioni di raccolta si sono concluse a fine settembre.
Dopo una selezione accurata delle uve, si procede a una pressatura soffice e alle fermentazioni alcoliche controllate, concluse a fine ottobre. Le macerazioni sono state moderate con una durata dai 13 ai 18 giorni, con un’estrazione ottimale in termini di polifenoli e aromi. Dopo la fermentazione malo-lattica spontanea, conclusa a fine novembre, il vino ha svolto un periodo di affinamento in legno di circa 23 mesi, successivamente è stato travasato nelle vasche in acciaio per l’ultima fase di selezione delle masse prima dell’assemblaggio.
NOTE DI DEGUSTAZIONE
Al calice rosso rubino intenso.
Al naso si presenta con sentori complessi di frutta rossa e nera natura (amarena, ribes nero, mora) erbe aromatiche (timo e rsomarino), spezie, note tostate, affumicate e talvolta balsamiche.
Al palato ricco strutturato ed elegante con una buona acidità, tannini setosi e finale lungo e persistente.
ABBINAMENTI
Si abbina splendidamente con carni rosse e selvaggina, sia arrosto che in umido, piatti con sughi importanti come ragù di cinghiale e formaggi stagionati. Consigliatissimo con tortelli di faraona, mousse di pecorino e tartufo bianco.
