Giacomo Barbero Barbera d’Alba DOC 2023
20,00 €
IL PRODUTTORE
L'azienda nasce a fine '800 in una piccola cascina in località San Grato di Valpone - una frazione di Canale -, per mano del mio bisnonno no mi Giorgio, la cui vita è stata dedicata alla coltivazione e vinificazione dell’uva sui pendii delle colline di San Grato e Montorino, sopra a quella che un giorno sarebbe diventata la Barbero S.p.a. Anni difficili, quelli successivi alla prima guerra mondiale, nondimeno il sogno di Giorgio era quello di espandere la propria attività di vignaiolo per far conoscere quei vini alle persone che stavano tornando ad una vita normale. E per farlo, c’era bisogno di forza lavoro che - all’epoca - significava mettere al mondo un numero maggiore di figli, nella speranza che fossero maschi ed in grado di farsi carico dei lavori fisicamente più pesanti. Così, Giorgio e sua moglie Virginia ebbero otto figli: cinque maschi e tre femmine. Ragion per cui decisero di scendere dalla collina di San Grato per costruire una nuova e più grande cascina proprio dove la strada tra Canale ed Asti lo avrebbe aiutato a far crescere i suoi commerci..Ad inizio degli anni '40 l’azienda copriva una vasta area di vendita e mio nonno Alfredo, ultimo degli otto figli ed ormai quattordicenne, aveva imparato a guidare il camion, su cui trascorreva molte ore per consegnare il prodotto. Questa passione tramutata in lavoro portò il mio bisnonno a fondare la "Giorgio Barbero e figli". L’azienda, nel tempo, ampliò il proprio mercato vinicolo. Non solo geograficamente, sull'intero territorio nazionale, ma anche attraverso l'introduzione di nuovi prodotti come liquori, vermut e spumanti, venduti per la maggior parte sui mercati esteri. Così, nei primi anni '90 del secolo scorso, nacque il "gruppo Barbero" che comprendeva le Cantine Sterzi di Verona, la Enrico Serafino di Canale, la produzione del Frangelico a Caracas e l’acquisizione della Barbieri produttrice dell’Aperol. Nel 2003 il gruppo Barbero fu poi acquistato dalla Campari SpA. Nel 2013 si è laureato in Economia con indirizzo finanziario. Negli anni precedenti, durante gli studi, ha lavorato nei periodi estivi in un’azienda vinicola a conduzione familiare di Canale. Così ha iniziato a muovere i primi passi in vigna ed in cantina, dove ha avuto sia la possibilità di apprendere passaggi e "segreti" della vinificazione oltre che della gestione di magazzino, così come fare conoscenza con il prodotto finito. In quegli anni - a cavallo tra il 2010 e il 2014 - ha anche potuto relazionarsi con i clienti, soprattutto quelli stranieri, che venivano a far visita in cantina e tornavano a casa soddisfatti per aver imparato a conoscere i vini del Roero.
DESCRIZIONE
Il Barbera è il più diffuso vitigno coltivato in Piemonte; un vino dal colore rosso porpora intenso con riflessi rubini. Al naso ha sentori di frutti rossi e una piacevole vinosità, in bocca ricorda il frutto già percepito al naso, con una piacevole acidità che invita alla beva. Un vino “rustico” a tutto pasto. La Barbera d’Alba è oggi un vino di prestigio, ricco di colori che si richiamano in genere al rubino purpureo, proprio quello degli abiti cardinalizi. Il profumo è ampio e composito, con note fruttate che ricordano la mora, la ciliegia, la fragola e la confettura di frutti rossi e sentori speziati che richiamano la cannella, la vaniglia, il pepe verde. Il sapore, pieno e corposo, attenua la caratteristica di acidità tipica del vitigno. Si utilizzano con successo legni piccoli adatti al tipo di vino, proprio perché anch’essi smorzano l’acidità che – va precisato – resta fondamentale per l’equilibrio di gusto del prodotto e per una buona, piacevole bevibilità e digeribilità.
NOTE DI DEGUSTAZIONE
Al calice rosso rubino intenso con riflessi violacei.
Al naso profumo esteso. In prevalenza si percepisce la ciliegia e la mora.
Al palato buona persistenza e vinosità. Rustico, con giusta sapidità, tipica del vitigno.
ABBINAMENTI
Ideal come un buon aperitivo spaziando tra salumi e tapas. Consigliatissmo con zuppe e primi di pasta nello specifico agnolotti del plin e tajarin.
